Visti da vicino

Tammaro Della Corte

Ciao, mi chiamo Tammaro Della Corte ho 26 e sono di Villa Literno (CE).
Studente universitario, pittore, e da anni impegnato nel sociale e in politica.
Vivere in contesti problematici come Villa Literno e l’area circostante sicuramente ha inciso profondamente sulla mia persona facendomi crescere e formandomi come cittadino. Fin da piccolo mi sono avvicinato alla militanza di partito e all’associazionismo.
Sono stato assessore nel mio paese in un amministrazione di centro-sinistra dove mi sono occupato di legalità ed ambiente facendo aderire il comune di Villa Literno ad un associazione anti racket che si costituisce parte civile nei processi di camorra.
Dopo la prima edizione del premio “Jerry Masslo” indetto dalla FLAI CGIL a Villa Literno, è iniziato il mio impegno con il sindacato tra i braccianti immigrati della mia terra.
Il sindacato di strada è un nuovo modo di promuovere i diritti in contesti sociali precari e in questo si stanno rivelando essenziali le esperienze che ho maturato in questi anni.
Considero infatti il sindacato di strada la sintesi della mia formazione di cittadino attivo ed impegnato: vivere il territorio con le sue problematiche, contatto costante con le persone e soprattutto vicinanza alle fasce deboli.

Igor Prata

Sono Igor Prata, ho venticinque anni e abito a Falciano del Massico un piccolo Comune della provincia di Caserta. Studio filosofia e comunicazione presso l’Università l’Orientale di Napoli.
Sin dalla prima adolescenza ho fatto parte dei movimenti studenteschi, politici ed associazionistici. Il mio percorso in Cgil nasce nell 2007/08 come operatore di Servizio Civile nel progetto Cgil-Arci a sostegno dei cittadini immigrati prestando il mio operato nello sportello di Castel Volturno.
Da quel momento il mio impegno nel Sindacato è stato costante e continuo, in tutta l’area del litorale domizio e nella zona del Carinolese Sessano.
Forte di quest’esperienza, da quest’anno sono collabortore della Flai Cgil per la quale mi occupo di assistenza individuale ai braccianti agricoli sul mio territorio, in modo particolare di quelli immigrati, non solo attendendoli nelle nostre sedi ma andando loro incontro con il “Camper dei diritti” andando a formare quell’esperienza da noi chiamata: Sindacato di strada.
Considero il Sindacato di strada il nuovo modo di fare sindacato, riuscendo ad ascoltare le istanze del territorio e a dare risposte concrete a tutti coloro che oggi vivono la propria vita tra soprusi e precarietà. Quest’esperienza rappresenta tutto quello per cui sin da piccolo mi sono impegnato quotidinamente nel sociale interessandomi a ciò che accadeva sul mio territorio.

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